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Euroflora 2006 PDF Stampa E-mail
Scritto da biganasso   
Euroflora 2006Un incantevole mix di colori e di profumi, realizzato da floricoltori e vivaisti, provenienti da 16 paesi del mondo, ha animato la città di Genova nei giorni dal 21 aprile al 1° maggio.
Esposizioni create ad arte e composizioni alquanto improbabili sono state esposte nell’area della Fiera di Genova.
Giardini zen, orti mediterranei, paesaggi rocciosi, valli alpine, cascate, corsi d’acqua ed alberi secolari hanno fatto bella mostra nell’area del Palasport e nelle strutture adiacenti.
Tutto questo è Euroflora 2006.
E proprio dal Palasport parte il nostro giro turistico…
Con una sorta di timore reverenziale per un fiera che si svolge ogni 5 anni, io e la mia dolce consorte, ci avviamo all’ingresso di quella grossa struttura che dal cielo sembra un disco volante: il Palasport.
Lo scenario che ci si apre davanti agli occhi lascia già senza fiato, un flash di colori e di profumi che ci lascia a bocca aperta!


Al centro si erige una struttura floreale simile ad un’esplosione di fuochi d’artificio, ai lati due cascate d’acqua e tutt’intorno piccoli giardini fioriti e orti mediterranei.
Decidiamo così di montare subito la macchina fotografica sul cavalletto e iniziare ad immortalare questo quinquennale evento.


Il “fuoco d’artificio” è una spettacolare composizione alta più di

15 metri e composta da più di trecento azalee ventennali di 4 metri ciascuna.

 

 


Dopo aver sceltoil tipo di pellicola (400 iso, ma consiglio anche un 800) e aver scattato qualche foto, decidiamo di partire dall’anello medio della struttura (in quellosuperiore c’era una bella serie di ristoranti che “emanavano sapori” che il mio stomaco avrebbe apprezzato sicuramente di più dei profumi floreali…!Eheheh!).

Incontriamo subito una riproduzione floreale di una scogliera mediterranea, con tanto di pesci e razze composti da piccole foglie di piante grasse.



Proseguendo nel nostro giro, vicino alla scoglieranon ci poteva essere che la rappresentazione di un molo, con tanto di zattera e gozzo (tipica imbarcazione ligure) ormeggiate.



Al fianco della zattera, mi ha colpito in particolar modo questa bellissima pianta grassa, di cui purtroppo non ricordo il nome, e che aveva foglie rosse che mi ricordavano la struttura del teatro dell’opera di Sydney.


Tornando ai nostri paesaggi sicuramente più mediterranei e distanti dal mare, incontriamo ambientazioni più simili a giardini di villette dell’entroterra, di epoche non troppo distanti da quella in cui viviamo.

Salta subito all’occhio questo bellissima carrozza d’epoca, sogno “fotografico” di molte spose, sistemata su un prato da far invidia ai migliori campi della Scozia.



Ci saluta anche un coniglietto di marmo che fa capolino tra i fiori…



Finora avremo percorso si e no circa
200 metri dell’anello superiore, lottando con gli altri visitatori e con il cavalletto della macchina fotografica e le mie gambe già cominciano a farmi sentire la stanchezza dei combattimenti con la folla.

 

Tutte queste esposizioni, però, sono così belle, e mia moglie è così entusiasta che devo farmi passare il desiderio di una bella sedia…
Prosegue così il nostro giro, che ci porta nel “mistico” giardino zen e successivamente nel “bosco” dei bonsai.


Questi piccoli alberi mi hanno affascinato fin da piccolo, ma vedere questi esemplari unici al mondo ci fa capire come la natura sia “spettatrice” del nostro passaggio su questa terra.

Un bellissimo acero rosso di 85 anni si mostra in tutto il suo splendore…



Una quercia di 200 anni ed un glicine di 75 lo seguono a ruota…





Ma il pezzo “unico” - e come potete vedere inavvicinabile è questo syzygium della veneranda età di ben …1100 anni!



Solo usando un teleobiettivo da 300mm siamo riusciti ad avvicinarlo un po’…



Ragazzi, 1100 anni!! Ma vi rendete conto di cosa è stato testimone questo meraviglioso esemplare…?!?
Lasciato l’affascinante mondo dei bonsai, proseguiamo il nostro cammino

e troviamo splendide composizioni di orchidee lilla, bianche e gialline…







Scendiamo di un livello e ci addentriamo ora in un mondo tutto mediterraneo, colorato e profumato … Signori: ecco a voi i cedri giganti!



ai quali siaffianca un cedro veramente speciale … il citrus medica “digitata” cd. “cedromano di budda” proprio per la sua particolare forma…




Avvicinandosi verso la parte esterna del Palasport si iniziano ad intravedere composizioni variopinte di rose di ogni tipo e genere, ne possiamo vedere una carrellata a partire da questo bel bouquet di rose rosse…



proseguendo con due macro di rose arancioni…






e non potevano mancare le classiche rose rosse…



Si passa poi ad altre composizioni, tra le quali questa esibita per festeggiare i 60 anni di attività di un vivaio genovese, composta da gruppi di roselline - le più piccole del mondo - create apposta per l’occasione e per questo da “guinness”



Una composizione di roselline arancioni dai colori stupendi.


Potete poi ammirare la mitica “rosa mistica” che compone questo bouquet.


Questa rosa è frutto del lavoro di ibridatori e floricoltori del ponente ligure ed è stata presentata in Vaticano nel dicembre 2005.

Passeggiando…



arriviamo al centro della struttura e, precisamente, nell’aiuola dedicata ad

hibiscus ed altri fiori



e la sezione dedicata alle cactacee…



Riusciamo così dopo qualche oretta di cammino e molteplici scatti a terminare la struttura del Palasport.



 

Ci spostiamo quindi nell’area espositiva esterna, anch’essa ricca di composizionie e troviamo sequoie millenarie (purtroppo di queste ultime non ho testimonianza fotografica a causa del formicaio di folla che sostava nelle vicinanze).



Sempre a causa della grande affluenza di pubblico, non tutte le esposizioni erano “umanamente” visibili e fotografabili, per questo io e mia moglie abbiamodeciso di passare direttamente alla seconda ala della fiera del mare…

Qui abbiamo trovato ad “accoglierci” questo coloratissimo fiore…



seguito da questa singolare Azalea blu denominata Japonica



 

Saliamo ora al piano superiore dell’edificio secondario dell’area espositiva e troviamo questo simpatico laghetto di “carpe” cactacee


Ripetizioni di composizioni già viste completano il piano espositivo.


Con i piedi distrutti e bollenti e l’occhio a forma di mirino, lasciamo questo padiglione ed andiamo a visitare un singolare modo di usare i fiori…

“Il Teatro dei Fiori”



Dettaglio di una borsetta "verde"



Questo è tutto quello che siamo riusciti a vedere e fotografare, complice dopo 7 ore la stanchezza che cominciava a farsi sentire.

Ancora molte aree sarebbero state da visitare, ma detto sinceramente, un giorno non basta assolutamente per visitare bene un’esposizione di tale imponenza e bellezza.

Questa è stata Euroflora 2006, vista dai miei occhi e da quelli di mia moglie.

Eccoci…



Articolo scritto da Stefano e Monica

 
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