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Quattro vasche per quattro autori: il contest di Bologna PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo76   
Coadiuvati dai loro capaci “assistenti”, quattro preparati e capaci acquariofili hanno dato vita al primo Contest Italiano di Acquariofilia in occasione dell’Hydra Forum, tenutosi a Bologna in data 12 Novembre 2006 presso alcune sale del Boscolo Hotels Tower/ Centro Congressi Sponsorizzato dalla Ditta Elos per la parte tecnica e da Anubias per la fornitura delle piante acquatiche.

Il contest ha visto la partecipazione di quattro squadre ed una di queste vedeva protagonista un amico e compagno di “passione”, ormai conosciuto dai più fedeli frequentatori di Acquarionline, Luciano P. con l’affidabile collaborazione di Giacomo G.
Tra il numeroso pubblico presente in sala, spiccava inoltre la presenza di un noto acquarofilo italiano: quel Francesco Nardelli che ormai molti di noi hanno imparato ad apprezzare (…e perché no, a volte criticare) attraverso i suoi acquari.

Il pubblico in sala (Foto 1 - sulla destra F. Nardelli / Foto 2 - Alcuni "nomi noti" come Jambè, Kriss, Mabel, Fau, Marco82)

Gli Acquari, appunto…. ma quelli con la “A” maiuscola! Perché in fondo i veri protagonisti di un Contest di questo tipo non possono che essere loro.
Grazie alla Elos, ditta di sicuro spessore nel settore acquarofilo, i partecipanti hanno potuto contare su di un pacchetto tecnico di ottima qualità, composto da una vasca in tutto vetro delle dimensioni di cm 66x40x40h corredata dal proprio mobile di supporto, coperchio predisposto per un parco luci di 4 neon T5 da 24 watt cad., impianto per la diffusione di co2 con un micronizzatore in vetro, cavetto riscaldante modello Celsio per il fondo, oltre che ad una confezione di Bottom Mineral, quale supporto batterico per il fondo e con buona percentuale di azoto, fosforo e degli altri macroelementi che favorisce una immediata crescita delle piante ed a due confezioni di Terra - Natural Soil (terra di provenienza tropicale - sabbie allofane - arricchita con micro elementi fertilizzanti) per la "finitura" del fondo.

 

Il materiale a disposizione dei quattro lay-outer

Per quanto concerne invece le piante, la ditta Anubias, ormai non più astro nascente tra le ditte fornitrici di piante, ma realtà consolidata nello specifico settore (ancora più apprezzabile in quanto Italiana), ha contribuito alla buona riuscita della manifestazione fornendo ai lay-outers un’ottima e forse addirittura eccessiva quantità di essenze delle varietà più disparate. A completare il materiale a dispostone dei partecipanti, vi erano una discreta scelta di legni e alcune pietre, queste ultime per la verità non proprio di qualità eccelsa e poco apprezzate anche da buona parte del pubblico.

Particolare non trascurabile è stata la scelta di non mostrare ai quattro lay-outer il materiale a loro disposizione se non a “confronto” iniziato, disponendo quindi l’intero materiale inerente l’arredo (piante, legni e rocce) in confezioni chiuse assegnate a sorte, il tutto a garanzia inoltre del buon mantenimento delle numerose piante, altrimenti a rischio di disidratazione.
Disposti di fronte alle loro “scatole di vetro”, i lay-outer si sono quindi lanciati all’inseguimento della loto idea/visione, manipolando, scegliendo e a volte scartando il materiale a loro disposizione…. quell’idea stava per divenire quindi realtà!

 

I lay-outers al lavoro - Luciano mentre scopre il materiale messo a disposizione dalla Anubias

La prima operazione ha riguardato ovviamente la stesura del Bottom Mineral e già in questa fase i più attenti hanno avuto modo di notare scelte differenti di impostazione; alcuni hanno preferito disporre il materiale in modo omogeneo su tutta la superficie della vasca, altri, come il ns. Luciano, si sono limitati a posizionare il B.M. nella parte centrale della vasca, lasciando libera la parte di superficie immediatamente vicina ai tre vetri laterali “in vista”.
La stesura del fondo (TerraUno) è stato il passaggio successivo, la quale che ha lasciato intravedere le scelte operate dei lay-outer per “l’anima” della loro vasca.

Il Bottom Mineral e il Terra Natural Soil come disposti nella vasca 1 di Luciano

 

Il lavoro è proseguito a ritmo incessante; scelti i legni e le pietre, questi sono stati posizionati all’interno delle vasche, nuovamente spostati o addirittura scartati definitivamente a favore di altri, fino ad ottenimento del risultato desiderato.
La fine delle lavorazioni però era ancora ben lontana da poter essere considerata prossima; vi erano ancora le numerose piante da scegliere, preparare e posizionare. Eseguite le eventuali legature sui legni, i fidati collaboratori continuavano i loro lavoro oscuro, ma indispensabile: liberate le piante dai propri contenitori e dal grodan, queste venivano quindi affidate nelle mani dei lay-outer per la loro definitiva collocazione in vasca.

 

…. E finalmente ecco “l’idea” fattasi “realtà”! Le vasche erano pronte per essere apprezzate e giudicate dal pubblico votante presente in sala.
Con una comprensibile euforia e curiosità, il pubblico ha incominciato ad accalcarsi in prossimità delle neonate opere, sfilando al loro cospetto, soffermandosi con occhi ammirati sui particolari che più colpivano la loro attenzione, non facendo comunque mancare le dovute critiche, dimostrando una buona preparazione generale; che sia un buon segno per l’acquariofilia Made in Italy?


La vasca uscita vincitrice da questo primo contest è stata la n. 3, ma tutte, nessuna esclusa, compreso i loro creatori, si sono fatte onere riportando generalmente critiche molto positive, anche da parte dell’esperto F.Nardelli, il quale su richiesta di un altro nome noto del settore, Dario Schelfi, ha passato in rassegna le opere per un’analisi più tecnica.

La Vasca 1 (Luciano P./ Giacomo G.) e la Vasca 2 (Matteo V. / David F.)

La Vasca 3 (Mimmo F./ Fabio L.) e la Vasca 4 (Rosario T./ Vincenzo M.)


Proporzione, giusta profondità e un’ottima disposizione degli “arredi” hanno sicuramente caratterizzato le quattro vasche, dimostrando ancora una volta che certe opere non sono necessariamente di origine esclusivamente “orientale”, trovando però una certa “similitudine” per quanto riguarda almeno tre di loro. Forse influenzati dalla eccessiva vicinanza (si può tranquillamente dire che i partecipanti hanno lavorato “spalla a spalla”), forse perché provenienti dalla stessa scuola acquarofila, i tre acquari hanno infatti mostrato la medesima impostazione di base, con uno schema per altro consolidato e di sicuro effetto visivo; un corpo principale su di un lato, un altro corpo secondario su quello opposto e classico viale centrale è stata la scelta operata dai tre autori, con piccole, ma a volte essenziali modifiche per quanto concerne le proporzioni.
L’unica vasca che si è distinta per una diversa impostazione e forse anche per questo a torto non pienamente “capita” ed apprezzata da una parte del pubblico, è stata quella del ns. Luciano.
Fedele alle sue idee, convinto nel portare avanti le proprie scelte anche se controcorrenti rispetto alla consuetudine, Luciano a preferito realizzare una vasca dove la pulizia dei punti di vista era la caratteristica principale. Un unico corpo laterale formato da due radici legate insieme tra loro è stato quindi disposto sul lato destro della vasca, al quale sono state legate alcune Microsorum spp., con alle spalle diverse porzioni di Cyperus. Una buona dose di Cryptocorine ha infine lasciato il posto ad un “futuro” folto prato di Brasiliensis.


Alcuni scorci della vasca di Luciano e Giacomo

L’unica nota negativa si è registrata nella scelta da parte degli organizzatori di non consentire il riempimento delle vasche, impedendo quindi una loro più corretta valutazione, soprattutto in merito alle piante a stelo. La motivazione ufficiale è stata la necessità di evitare che il lay-out predisposto venisse sconvolto dal successivo trasloco delle vasche (queste infatti, a fine manifestazione, sono state messe in vendita a un prezzo particolare per l’occasione) e per evitare un dannoso stress alle piante causato dall’acqua eccessivamente fredda, mentre in realtà il problema principale era che i legni sarebbero venuti inevitabilmente a galla, in quanto non trattati a dovere con un buon bagno di preparazione…. esperienza utile per il prossimo evento.
Lo svolgimento e le impressioni avute in questo primo contest restano comunque pienamente positive, con la speranza che il tutto sia servito quale trampolino di lancio per dar vita a nuove manifestazioni gemelle. L’acquarofilia e tutti i suoi appassionati non possono che beneficiare di incontri/confronti di questo tipo, augurandoci che la crescita sia tecnica che di “unità” del settore porti sempre a risultati migliori.

Foto di gruppo e Luciano con la sua creatura

Articolo scritto da Paolo76

 
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