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Introduzione alle Patologie dei Guppy PDF Stampa E-mail
Scritto da Associazione Italiana Guppy - prefazione Biganasso   

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Questo articolo, gentilmente fonrito dall'AIG (Associazione Italiana Guppy), cerca di aiutare tutti noi acquariofili a fare una diagnosi delle principali patologie che possono colpire la poecilia reticulata.

Questo deve far capire quanto una bella collaborazione può nascere tra due siti che trattano gli stessi argomenti, non ci deve essere concorrenza ma reciproco aiuto per cercare di fare chiarezza in un hobby e in tutti noi dobbiamo ancora imparare molto, soprattuto sul benessere e la salute dei nostri piccoli amici pinnuti.

"Circa un anno fa’ mi sono posto come obbiettivo, da appassionato acquariofilo ma anche da professionista (sono un veterinario ittiopatologo), di fare un po’ di chiarezza sulle patologie che affliggono il guppy (Poecilia reticolata).

Posso attualmente affermare che l’idea che inizialmente mi ero fatta si è modificata in funzione dei risultati delle analisi che sono via via emersi. Credo che alcune questioni siano del tutto chiarite mentre altre rimangono ancora da approfondire.

Uno dei problemi principali che ho dovuto affrontare è stato, per assurdo, il reperimento di campioni idonei. Dico assurdo perché basta farsi un giro in un qualsiasi negozio d’acquari per rendersi conto che i guppy e più in generale i poecilidi sono spesso in condizioni sanitarie pessime. Quindi di pesci malati in giro ce ne sono veramente molti……….. ma purtroppo molto pochi sono quelli che giungono in un laboratorio di analisi.

Le motivazioni sono diverse.

Molti commercianti preferiscono non far nulla visto il costo modesto che tali pesci spuntano all’ingrosso. Una filosofia piuttosto diffusa è quella di fare un trattamento antibiotico e poi chi sopravvive sopravvive………. andrà meglio la volta successiva o al massimo si cambia il fornitore. L’acquariofilo comune, indubbiamente attratto dalla bellezza dei guppy, dopo qualche acquisto incauto e successiva ecatombe rinuncia presto a tenere quei pesciolini tanto belli quanto difficili da allevare!

Tuttavia non è mia intenzione prendere in considerazione i mille mali dei guppy commerciali ed invece cantare le virtù di quelli da esposizione che, badate bene, sono quasi totalmente paragonabili come sensibilità alle malattie. L’unica differenza è come vengono allevati e trattati.

Altri problemi riguardano la modalità di campionamento, conservazione e trasportato al laboratorio di analisi. E’ indispensabile che i pesci arrivino vivi o appena morti altrimenti importanti esami, come il parassitologico a fresco, possono venir inficiati.

Dopo questa lunga premessa mi vedo costretto ad aggiungerne un’altra non meno corta ma di notevole importanza. Molto spesso parlando con gli appassionati, commercianti o facendo anche una rapida navigazione tra i vari forum dedicati all’acquariofilia presenti nel web ci si trova di fronte ad un “malinteso” tanto diffuso quanto profondamente dannoso. Mi spiego meglio. Quante volte ad esempio si legge d’idropisia come sinonimo di malattia batterica con conseguente trattamento antibiotico? In realtà l’idropisia o idrope-ascite è un sintomo (o meglio segno) legato ad una alterazione organica o funzionale con accumulo di liquidi in cavità addominale. Potrei citare almeno una decina di cause di natura infettiva batterica, virale, parassitaria o micotica in grado di dare questo sintomo, così come svariate cause di natura non infettiva.

Nella realtà quello che possiamo vedere da un pesce che non sta bene sono solo segni e sintomi, ma questo non vuol dire avere in mano automaticamente la diagnosi. Sono assai rare le malattie i cui sintomi sono così tipici (patognomonici) per cui si può azzardarne l’eziologia (ad esempio l’Ittio).

In generale per i pesci le malattie, di natura anche completamente diversa, tendono a manifestarsi in modo simile. Basti l’esempio degli avannotti con la coda a spillo o, per gli adulti, lo sbiadimento dei colori, l’ipermucosità cutanea, le pinne portate raccolte ed il nuoto dondolante. È anche vero che alcune finezze cliniche, anatomopatologiche ed epidemiologiche che sfuggono ai più, possono orientare la diagnosi del veterinario o dell’allevatore molto attento, tuttavia i sospetti devono trovare una convalida.

In modo particolare l’individuazione dell’agente causale, ovvero dell’agente eziologico, può essere fatta solo in un laboratorio di analisi direttamente dai pesci avendo a disposizione gli opportuni strumenti analitici (microscopi, terreni colturali ecc.). Personalmente ritengo che questo sia un passo fondamentale da compiere per poter intraprendere con successo la gestione sanitaria di un allevamento ittico piccolo o grande, amatoriale o professionale che sia. Posso garantirvi che nonostante una certa esperienza da me maturata non sono sicuro al cento per cento di una diagnosi fino a che, per così dire, non ho messo gli occhi sul microscopio. Le indagini su un singolo esemplare sono inoltre molto spesso insufficienti. Solo una diagnosi corretta può permettere una terapia mirata, precoce ed efficace. Bisogna conoscere con precisione qual’è l’avversario da affrontare per poterlo combattere ancor meglio prevenire.

In merito alla terapia per alcuni patogeni sono fortunatamente disponibili più di un presidio terapeutico. Non tutti i principi attivi sono però efficaci allo stesso modo, così come la concentrazione di uno stesso principio attivo varia da una specialità farmaceutica all’altra. Da non trascurare è anche la presenza di eccipienti che posso rendere il farmaco inutilizzabile per certe vie di somministrazione (ad esempio il veicolo oleoso per bagno). Anche i dosaggi consigliati dai sacri testi sono spesso da “aggiustare” non perché manchino di una base scientifica, ma perché le condizioni di allevamento (caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua, alimentazione, ecc.) e le specie ittiche su cui sono stati testati possono essere assai diversi rispetto a quelle con cui ci troviamo ad operare. Gli stessi agenti patogeni possono sviluppare specifiche farmacoresistenze. L’efficacia di un farmaco, sia in termini di scelta del principio attivo che di dosaggio terapeutico, va quindi valutata di volta in volta.

Tutto questo discorso cade miseramente se si agisce sulla base di una diagnosi approssimativa o addirittura sbagliata. Il classico esempio riguarda l’uso indiscriminato degli antibiotici il cui unico spettro d’azione è quello antibatterico in forme patologiche che sono invece di natura parassitaria.

In line teorica quasi tutti gli agenti patogeni trattati in un compendio di ittiopatologia possono essere riscontrati nei guppy. Nella realtà l’esperienza che ho personalmente maturato mi porta a considerare che alcuni siano molto più frequenti rispetto che altri (tabella 1). Ovviamente tale quadro sarà soggetto ad “adeguamenti in corso d’opera” come è giusto che sia.

 

Tabella 1: agenti patogeni più frequentemente isolati in Poecilia reticulata

AGENTE PATOGENO

FREQUENZA

LOCALIZZAZIONE

PATOGENICITA’

PARASSITARIO

 

 

AVANNOTTO

ADULTO

Gyrodactylus sp.

+++

Cute

++++

++

Dactylogyrus sp.

+

Branchie

+

+/-

Ichtyobodo necator

++

Cute/branchie

+++

+++

Ittiophtirius multif

+

Cute/branchie

++++

++++

Tetrahymena corlissi

+

Cute /muscolo

+

+++

Capillaria sp.

++

Intestino/fegato

+/-

++

Camallanus sp.

+

Intestino

+/-

+++

Lernea sp.

+/-

Cute

+/-

++

Argulus sp

+/-

Cute

+/-

++

BATTERICO

 

 

 

 

Aeromonas

++

Setticemia

+

++

Flavobacterium

+++

Cute

+++

+++

Micobacterium sp.

+++

Sistemico

+

++

MICOTICO

 

 

 

 

saprolegna

+

Cute /sistemico

+

+

 

 





Stereomicroscopio: indispensabile per una corretta valutazione delle lesioni anatomopatologiche sugli esemplari ittici più piccoli

 




Coltura batterica su Agar sangue




Prove di tipizzazione biochimica in macrometodo per ceppi batterici

 




Colture cellulari per esame virologico




Guppy maschio con sintomi generici: pinne raccolte e lacerate ed ipermucosità cutanea




Immagine al microscopio ottico (10X) massiva infestazione cutanea da vermi (Gyrodactylus sp.)




Flavobatteri al microscopio ottico (100X). Colorazione semplice con fucsina "



Cristian Salogni

Copyright © by AIG - Associazione Italiana Guppy All Right Reserved


Questo articolo mi è stato gentilmente proposto da Nico Roselli, utente del forum e membro attivo dello staff dell'AIG.
qui potete trovare il linkiretto al loro sito:
www.aig-italia.com.
Un sentito ringraziamento per la bella compartecipazione che si stà creando tra Aquarionline e l'Associazione Italiana Guppy.


Stefano Bisio (Biganasso)
 
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