Benvenuti in AcquariOnLine!
Questo sito, gestito esclusivamente da appassionati, ha l'unico scopo di incentivare lo scambio di informazioni ed esperienze sul mondo dell'acquariofilia. Con questa finalità abbiamo realizzato i progetti satellite, orbitanti attorno al sito AcquariOnLine, al quale potrete accedere e partecipare cliccando sui relativi banner.
Forum AcquariPedia  

img_home_16.jpg
 
Comunicazioni

Ultime da Acquariforum




Piccoli ciclidi del lago Tanganica PDF Stampa E-mail
Scritto da gregory (Fabrizio Basagni)   
venerd́ 10 aprile 2009
PREMESSA

 

Quando decisi di allestire un acquario dedicato al biotopo Tanganica lo feci pensando a “Lamprologus” stappersii.

Mi ricordavo infatti di aver letto un articolo di Jeff Dubosc  ed ero rimasto letteralmente entusiasta della descrizione di questo conchigliofilo con un comportamento al limite della recitazione, come il fatto  di fingersi morto al momento dell’imballaggio nel sacchetto del negoziante con sbiadimento dei colori e opercoli branchiali aperti.

Prima ancora di allestire l’acquario mi interessai quindi sulla disponibilità commerciale di questo ciclide  ma senza esisti positivi.

Per questo gli ospiti iniziali del mio "tanganica" furono una coppia di A.calvus e dei Julidochromis transcriptus “gombi”.

 L’incomprensione circa la mancata possibilità di avere gli stappersii  durò finchè rilessi l’articolo di  Dubosc dal titolo “Neolamprologus stappersii” (bollettino AIC 2/01) senza saltare stavolta la parte sulla tassonomia e  … compresi l’arcano: il nome stappersii equivaleva a meleagris e di “Lamprologus” meleagris potevo trovarne!

La difficile convivenza tra Altolamprologus calvus e Julidochromis transcriptus “gombi”  (a dispetto di quello che solitamente accade negli acquari degli altri) fece il resto.

Da giugno del 2006 la popolazione del mio acquario consiste quindi in una copia di A clavus ed una di “Lamprologus” stappersii (meleagris).

Questo è il mio acquario (cm. 100x40x50)

allestimentotanganika9.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’allestimento è descritto qui http://www.acquariforum.com/forum/showthread.php?t=5309 .

I valori dell’acqua sono: Ph 8,5 ; conducibilità circa 500 microsiemens ; KH = 14 ; GH = 8 ; T = 25 gradi centigradi.

Non ci sono piante, solo qualche galleggiante (a volte eichornia più spesso salvinia) per scongiurare ipotetici pericoli di salto (l’acquario è aperto ).

Ma veniamo al nostro

“LAMPROLOGUS” STAPPERSII

TASSONOMIA

Nel 1927 Pellegrin descrisse Lamprologus stappersii pescandolo presso la foce del fiume Lukuga a Kalemie.

Nel 1991 Busher descrisse Lamprologus meleagris pescato sulla costa congolese del Tanganica (Bwassa, a sud di Moba).

Nel 1998 sempre Busher (e Konings) pescarono Lamprologus meleagris molto più a sud rispetto sette anni prima (300 km) e guarda caso proprio a Kalemie dove nel 1927 Pellegrin descrisse (in modo approssimativo) lo stappersi.

La similutidine morfologica tra le descrizioni nonché l’aspetto comportamentale portarono alla conclusione che si trattava dello stesso pesce descritto da Pelegrin .

Ecco che Lamprologus meleagris è un sinonimo di "Lamprologus" stappersii (che è il vero nome).

A complicare poi tutto anche il nome del “genere” , infatti si è chiamato neolamprologus poi lamprologus mentre , in attesa di sviluppi, è bene chiamarlo “lamprologus” in quanto i lamprologus (senza virgolette) sono solo poche specie che abitano il fiume Zaire ovvero vivono in ambiente fluviale dopo essere migrati dal lago Tanganica.

“In attesa di sviluppi” perché si è scoperto che stappersii appartiene al gruppo degli “ossificati” (ossified group) ovvero di quei ciclidi accomunati dall’avere una struttura ossea e non cartilaginea a livello del legamento labiale (si spiega così come sia una “ruspetta” in acquario) assieme ad esempio a  lamprologus brevis, leloupi, multifasciatus, ocellatus, … .

Quindi chiamiamolo “Lamprologus” stappersii , volgarmente definito anche “ocellatus madreperlaceo” .

 

MORFOLOGIA E DIMORFISMO SESSUALE

“Lamprologus” stappersii appartiene alla famiglia degli ocellatus ed è quindi simile a questo: corpo tozzo, occhi sporgenti e mandibola inferiore pronunciata , tigratura marrone (più scura in fase riproduttiva) con riflessi blu – violacei -azzurri nel ventre su fondo perlaceo, alcune squame scure con un puntino bianco centrale ed occhi e gola gialli con riflessi verdi, l’opercolo branchiale ha una macchia celeste.

Ma la fotografia “parla” meglio:

questa è la femmina

lamprologusstappersiif2.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo invece è il maschio, da notare la seconda foto con flash dove si evidenziano i citati punti bianchi sulle squame

meleagris.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

meleagrisflash.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il dimorfismo sessuale è evidente solo in età adulta perché si basa sulla taglia, il maschio raggiunge la lunghezza totale di  circa 6 cm mentre la femmina di circa 4 cm ; inoltre il maschio ha la mandibola inferiore maggiormente pronunciata mentre la femmina nel periodo riproduttivo ha una banda nera che va dall’opercolo alla caudale.

Nel mio caso è stato indicativo anche il comportamento: si capisce che uno stappersii è maschio dal fatto che si occupa del territorio in termini di conchiglie e loro sistemazione, al contrario della femmina che non ha ancora deposto.

 

IL BIOTOPO “DELLE CONCHIGLIE” ED IL COMPORTAMENTO IN NATURA

“Lamprologus” stappersii è un ciclide "nano" conchigliofilo ovvero vive presso gusci vuoti di molluschi che ne identificano il territorio nonché il luogo di deposizione e cura degli avannotti.

A causa del pH elevato del lago Tanganica i gusci di molluschi vuoti non si degradano, anzi, la loro resistenza meccanica viene accresciuta dai depositi di carbonato di calcio; i gusci sono un ottimo rifugio per i piccoli ciclidi .

E' infatti vero che la scelta del biotopo , ovvero una distesa sabbiosa o fangosa, porta il vantaggio di trovare sempre fonte di alimentazione MA nello stesso tempo espone a numerosi pericoli predatori i ciclidi che vi abitano, vista la mancanza di ripari, se non fosse proprio per i gusci vuoti di molluschi (solo il cobra di acqua dolce riesce infatti a infilarci la testa e predare gli occupanti).

La specializzazione nell'abitare i gusci ha portato questi ciclidi ad avere una taglia ridotta e comportamenti molto interessanti legati proprio alla "conchiglia": le conchiglie diventano "tesoro riproduttivo" per i maschi che con queste attirano le femmine; le conchiglie possono essere più o meno interrate a seconda della specie di ciclide, possono essere "rubate" o nascoste; possono essere la casa di una colonia con regole precise ... .

Questo affascinante rapporto tra ciclide e conchiglia, oltre a spiegare molte speciazioni evolutive, è fonte di numerosi studi che spiegano la complessità del "carattere" dei ciclidi; è molto interessante a questo proposito leggere il libro "Maestri dell'evoluzione" di Barlow (ed. Sesto Continente)

Il biotopo delle conchiglie è uno dei biotipi del lago Tanganica che non si presenta in modo univoco, ovvero possiamo distinguerne tre tipologie (vedi Ad Konings “Tanganyikan shelldwellers” ) :

A)    grossi accumuli di conchiglie, spesso saldate tra loro dalla calcite a formare letti spessi sino ad un metro (tipico biotopo delle comunità di Neolamprologus multifasciatus)

B)    gruppi di conchiglie isolati e realizzati presumibilmente dai ciclidi stessi in acque basse -meno di 15 metri- (tipico biotopo di ciclidi in cui solo la femmina occupa la conchiglia ed il maschio è decisamente più grande sì da non entrarvi come Lamprologus callipterus )

C)    conchiglie vuote isolate su fondo sabbioso o fangoso a profondità superiori ai 15 metri (dove entrambi i sessi possono potenzialmente entrare – non insieme, pare che gli unici a poterlo fare siano i  L. brevis - , tipico ad esempio di Lamprologus ocellatus e del nostro stappersii, dove il maschio ha una conchiglia e la femmina una diversa) .

Lo stappersi dunque in natura vive nel terzo biotopo dove le conchiglie di Neothauma tanganyicense sono poche e sparpagliate (da una a cinque per metro quadrato) , su fondo fangoso alla foce di fiumi che si immettono nel lago.

I maschi vivono costituendo harem che contemplano da due a cinque femmine, spostano, interrano e dissotterrano i gusci di Neothauma stabilendo i confini del proprio territorio ; in particolare i gusci non utilizzati dalle femmine dell’harem vengono interrati per scongiurare l’arrivo di altri maschi nonché evitare interesse da parte dei predatori, queste conchiglie saranno riportate “alla luce” solo su richiesta (accettata) da parte di nuove femmine.

La distanza tra una conchiglia occupata da femmina dell’harem e l’altra è di circa 1 metro perché questa distanza non è troppa (oltre si rischierebbe di perdere la femmina a vantaggio di un maschio diverso) ne poca vista l’aggressività tra femmine dello stesso harem (una femmina occupata a “combattere” un'altra  andrebbe a svantaggio della cura della prole).

 

LA MIA ESPERIENZA DI ALLEVAMENTO E RIPRODUZIONE

Una volta inserita la coppia di stappersii in acquario (sotto l’occhio vigile degli Altolamprologus calvus ma senza screzi), il maschio ha subito occupato uno dei tre gusci di ampullaria presenti mentre la femmina si è nascosta nella parete rocciosa.

Da questo comportamento, oltre dalla taglia leggermente più grande, ho capito che nella conchiglia stava il maschio.

Le conchiglie vengono continuamente spostate, quelle non usate interrate e l’acquario viene modificato a fondo per quanto riguarda la sabbia.

Nel giro di un mese il maschio continua a cercare la compagna che però rifiuta finche prende possesso anche lei di una conchiglia ed iniziano i rituali di accoppiamento.

I due pesci fremono ed il maschio colpisce leggermente l’addome della femmina con il muso come avviene in tutti i casi, la femmina entra nella conchiglia e depone le uova, il maschio resta all’esterno e feconda mentre la femmina nella conchiglia favorisce l’ingresso del liquido con movimenti della caudale e del corpo.

A questo punto la femmina rimarrà vigile all’uscita della copertura ed il maschio difenderà una zona di circa 30 cm quadrati intorno ad essa.

uovameleagris.jpg




















































Predatori specializzati come i calvus si tengono a debita distanza, ogni avvicinamento vede la femmina stappersi mettersi in posizione obliqua a coprire la tana con il corpo concavo rivolto al potenziale aggressore, altrimenti la femmina entra nella conchiglia ed è il maschio ad assumere questa posizione tipica di difesa.

Dopo 9-11 giorni dalla deposizione a temperatura costante di 26 gradi si cominciano a vedere le larve fare capolino dal guscio con il sacco vitellino quasi completamente riassorbito.

La schiusa delle uova avviene dopo 3-4 giorni.
genitorielarvestappersii.jpg































































gruppoavannottistapersi1.jpg































Durante questa fase (ed anche dopo), la notte la femmina dorme nella conchiglia con le uova o con le larve (o con entrambe!).

Ecco che il comportamento della femmina che nella conchiglia entra ed esce spesso, toglie e mette sabbia, si spiega in un primo momento come azione correttiva alla potenziale mancanza di ossigeno e comunque ristagno di acqua.

Non si verifica la classica ventilazione delle uova come in altri ciclidi, avviene solo la movimentazione dell’acqua all’interno della copertura (che viene spostata dalla femmina in modo che abbia l’apertura rivolta alla corrente del filtro come in natura al flusso del fitoplancton).

Per spostare le conchiglie gli stappersii scavano la sabbia con incredibile ingegno ed utilizzano la bocca per girare la loro “casa”, in alcuni casi (quando ad esempio ho aggiunto gusci) il maschio prende in bocca i gusci di ampullaria e li porta nelle rocce alte per renderli indisponibili.

La sabbia viene spostata con la bocca e con la caudale nonché con il movimento freneticamente sinuoso del corpo.

Una volta assorbito il sacco vitellino (14 giorni circa) si comincia ad alimentare gli avannotti con naupli e polvere micronizzata.

I naupli vengono rapidamente predati dai piccoli mentre per la polvere bisognerebbe fare in modo che sia “motile” e non caschi sul fondo (dove non viene mangiata), bhè … anche in questo caso ci pensa la mamma che prende in bocca sabbia e polvere alimentare e la risputa nella conchiglia mentre quando è troppa fuori dalla conchiglia.

Pensavo: è senz’altro più facile “tirare su” dei piccoli conchigliofili piuttosto che altri avannotti di ciclide; stanno sempre nella conchiglia o nella piccola depressione scavata davanti ad essa, quindi con la siringa il cibo si “spara” senza sbagli, se è troppo la femmina lo toglie, se è sul fondo la femmina lo “rivitalizza” .

Purtroppo pensavo male.

Lo stappersii ha infatti una caratteristica (anche se non in tutte le esperienze acquariofile che ho letto).

La deposizione avviene ogni 14 giorni!

Quindi quando gli avannotti cominciano il nuoto libero ed il sacco vitellino è completamente riassorbito … vivono nella conchiglia con le uova prima, le larve poi ed infine con la seconda covata di piccoli.

Diviene perciò impossibile per una femmina e due covate abitare la stessa conchiglia.

Forse un guscio di neothauma tanganiciense è più grande di quello di ampullaria che ho e quindi aumentano le possibilità, ma così … la femmina sceglie l’ultima covata e la precedente abbandona gioco forza la conchiglia sparendo nell’acquario.

Essendo un acquario di comunità gli avannotti vengono predati dai calvus.

Così è continuato per una decina di covate finchè la femmina ha cominciato a stancarsi delle continue riproduzioni e fuggire al maschio nascondendosi tra le roccie.

Queste fughe mi hanno reso particolarmente attento agli sviluppi del rapporto di coppia, certo un harem è consigliabile ma nel mio 150 litri non praticabile.

Ecco quindi che al primo segno di fuga femminile con gli avannotti ancora nella conchiglia … ho prelevato la stessa posizionandone una nuova nel medesimo posto.

Alternativamente, se proprio non si riesce a far crescere gli avannotti in vasca, si può spostare la conchiglia con femmina e piccoli in posizione diversa, sostituendo la posizione originaria con una nuova conchiglia che sarà subito occupata dalla femmina una volta che esce e non riconosce la nuova posizione.

Meglio sarebbe comunque un acquario specifico.

Gli avannotti prelevati sono stati messi in una nursey galleggiante in plastica per poecilidi, ho lasciato della sabbia sul fondo della nursey ed ho “chiuso” le aperture laterali della nursey con della spugna filtrante in modo che i genitori oppure i calvus non potessero risucchiare i piccoli dall’esterno provocando la morte degli stessi visto che le aperture sono più piccole.

Qui ho alimentato con naupli prima e polvere poi, la polvere cascata sul fondo veniva poi riportata al galleggiamento agitando leggermente la nursey in senso verticale.

Ecco una serie di macrofotografie dal primo al quarto mese di vita degli avannotti (da 1 centimetro a 2 centimetri di lunghezza caudale compresa)
avannotti_stappersi_1.jpg

















avannotti_stappersi_2_mesi.jpg





















avannotti_stappersi_4_mesi.jpg


















Sette avannotti di due covate diverse hanno vissuto in 2 litri di acqua per qualche mese per poi popolare un 30 litri e crescere molto più velocemente ed in conformità al loro comportamento (interazione con sabbia e conchiglie, gusci di ampullaria stavolta anche più piccoli per favorire lo stabilirsi di gerarchie ed evidenziare i sessi).

Grossomodo ogni deposizione consiste in circa 30 uova, una decina sono gli avannotti per covata che ho potuto osservare.

Ci sono stati 6 mesi di continue riproduzioni, una pausa di due mesi nel periodo estivo (temperatura alta, sui 28 gradi circa) e da settembre 2007 la coppia ha ricominciato la riproduzione in armonia.

Quando gli avannotti sono più numerosi anche il maschio partecipa molto attivamente alle cure parentali, anche per questo ho deciso di continuare a lasciare i piccoli nell’acquario di comunità con i genitori, nonostante sarà improbabile che riescano a sopravvivere.

Gli avannotti crescono e credo di avere un gruppo con 4 maschi e due femmine.

E’ sorprendente come già a 4 mesi i piccoli abbiano le fattezze degli adulti e come il carattere dominante-dominato si evidenzi nella livrea.

Ecco un giovane dominante
giovanili_stappersi_dominante.jpg




























ed un giovane dominato (o meglio senza conchiglia perché a sua volta assumerà colorazione vivace trovata una copertura idonea)
giovanili_stappersi_dominato.jpg




























Accanto al loro piccolo mondo
giovanili_stappersi_la_tana.jpg



















Posso dire che gli avannotti inizialmente crescono molto lentamente rispetto altre specie di ciclidi (es. un avannotto di pelvicachromis di 1 mese è lungo quanto un avannotto di “lamprologus” stappersii di 4 mesi), questa foto conclusiva presenta il dominante di cui sopra all’età di 8 mesi ( circa 3 centimetri di lunghezza).
stappersi_8_mesi.jpg

























Ad oggi la femmina crescendo depone più uova, certamente più di quaranta, e gli avannotti crescono in vasca con i genitori poiché anche il maschio ha spostato la conchiglia vicino a quella della femmina e come lei partecipa costantemente alle cure parentali.
Se il tempo di deposizione si allunga si riescono a vedere una trentina di avannotti che pascolano accanto ai genitori quasi fosse una coppia di riproduttori su substrato.
Gli altolamprologus calvus se ne stanno ben distanti ed il maschio (lungo oltre 10 centimetri) in particolare.
Ciò nonostante in vasca di comunità non sopravvivono a lungo proprio per la predazione di questi ultimi.
CONCLUSIONE
E’ una bella esperienza allevare "Lamprologus" stappersii, quella che più mi ha gratificato per quanto riguarda la complessità e diversità dei comportamenti osservabili.
Si può imparare molto sul mondo dei ciclidi osservando questi pesci che non hanno certo i colori di un ciclide nano sud americano o dell’africa occidentale, ma sicuramente comportamenti maggiormente complessi.
Inoltre una coppia è allevabile in un acquario da 70 litri specifico e non richiede quindi molto spazio se non il tempo necessario a sorprenderci giorno dopo giorno.
E’ quasi una regola negli acquari "tanganica": forse pochi colori per gli occhi ma molti per il cuore!


Ultimo aggiornamento ( domenica 19 aprile 2009 )
 
< Prec.   Pros. >
 
up
up