Benvenuti in AcquariOnLine!
Questo sito, gestito esclusivamente da appassionati, ha l'unico scopo di incentivare lo scambio di informazioni ed esperienze sul mondo dell'acquariofilia. Con questa finalità abbiamo realizzato i progetti satellite, orbitanti attorno al sito AcquariOnLine, al quale potrete accedere e partecipare cliccando sui relativi banner.
Forum AcquariPedia  

img_home_06.jpg
 
Comunicazioni

Ultime da Acquariforum




L'acquario tropicale d'acqua dolce - istruzioni per l'uso PDF Stampa E-mail
Scritto da paolo61   
giovedý 20 gennaio 2011
Avete deciso di “buttarvi” nell’avventura dell’acquario. Ottima scelta, è un hobby che presto può diventare una vera e propria passione, che vi può accompagnare tutta la vita. Io ho iniziato alle medie e ora che ho quasi 50 anni ho avuto vasche di vario di tipo, che mi hanno sempre dato soddisfazioni. Certo, il risultato non è garantito, non basta guardare le foto delle varie vasche sul sito e pensare di ottenere subito risultati eccezionali, ma provate a seguire le regole di base contenute in quest’articolo e vedrete che non sarà così difficile avere una vasca che vi potrà soddisfare! 
L’articolo non si propone certo di dare tutte le risposte a qualsiasi domanda, ma di offrire una panoramica sui problemi principali. Le varie sezioni del forum (illuminazione, piante, pesci ecc.) vi forniranno le informazioni di dettaglio. 
Iniziamo. Voglio avere una vasca, pesci, e piante. Cosa mi serve?
LA VASCA
Può sembrare banale, ma rappresenta una scelta importante. Diventa la “casa” del microcosmo che andrete a costruire, e quindi bisogna rifletterci su. Prima regola, non compratela piccola! Pensate alla vasca come a una valigia, lo spazio non basta mai! Avrete sempre voglia di aggiungere quel pesce, magari una coppia, ma lo spazio è un limite insormontabile. Oltretutto una vasca più grande diventa più facile da gestire, perdona eventuali errori, e diventa un sistema stabile dove far crescere i vostri pesci senza problemi. Quindi comprate la vasca più grande che potete permettervi, sia finanziariamente che come spazio (che spesso rappresenta il vero problema in un piccolo alloggio). Il volume della vasca si calcola facilmente moltiplicando larghezza x profondità x altezza (del livello dell’acqua). Un litro corrisponde a un decimetro cubo, quindi fate il calcolo direttamente in dm. Ad esempio una vasca di 60x30x40 cm sarà di 6x3x4= 72 litri lordi (il netto sarà di fatto inferiore, perché parte dello spazio sarà occupato dal fondo, dall’attrezzatura, da decorazioni ecc.).
Ricordate che parliamo di grandezze al cubo, quindi una variazione anche piccola di uno dei parametri comporta subito un litraggio di gran lunga superiore. Ad esempio una vasca 80x30x40 è di 96 litri, mentre una vasca profonda anche solo 10 cm in più diventa di 80x40x40=128 litri. Non sottovalutate quindi anche piccole differenze di dimensioni. A mio avviso per darvi soddisfazioni come prima esperienza una vasca non dovrebbe essere inferiore a 60 litri, meglio se si aggira sugli 80-100. Sembra un’enormità, ma vedrete che si riempie in fretta! Nel dubbio, privilegiate forme regolari della vasca (rettangoli, cubi) in quanto la circolazione dell’acqua sarà + facile, e non ci saranno problemi di pulizia dei vetri, che spesso le vasche con molti angoli hanno. Inoltre vasche con vetri curvi deformano spesso la visuale, sia a noi che guardiamo la vasca sia ai pesci causandone forte stress laddove le vasche siano dei cilindri. Appositamente scartiamo da subito l'idea che una "boccia" possa essere considerata una vasca o un acquarietto: è la peggiore tortura che possiate infliggere a dei pesci (eventuale link a discussioni del forum) quindi a priori non va acquistata.
OK, avete misurato e calcolato lo spazio disponibile, tenendo conto anche del peso di una vasca, in quanto al vetro si aggiunge l’acqua, l’attrezzatura, il ghiaino ecc. Quindi se per una vasca sui 60 litri un mobile normale può bastare, per una vasca maggiore il mobile deve essere adeguato, e spesso diventa necessario acquistarne uno specifico per questo scopo. 
Calcolata la dimensione possiamo scegliere la vasca (quelle commerciali in genere sono in multipli di 20 cm, ossia 60-80-100-120 cm di lunghezza, con profondità variabili). In commercio ce ne sono ormai moltissime, di tutte le dimensioni e di vari prezzi. Meglio scegliere il vetro rispetto alla plastica. Dura di più, non si graffia così facilmente e nei litraggi abbastanza elevati è l’unica soluzione. Non scegliete per forza la più economica, c’è una ragione se costa meno, spesso le luci o il filtro o lo spessore del vetro sono inferiori, e, soprattutto se avete in mente una vasca che raggiunge o supera i 100 litri, non risparmiate pochi euro per poi pentirvene in futuro! Provate a cercare le offerte dei negozi, sui vari siti web, e magari anche nei mercatini dell’usato. Spesso si trovano ottime occasioni per vasche semi-nuove. Controllate il numero e il tipo di neon, di cui parleremo più avanti. 
Tenete poi conto che le vasche commerciali, che hanno il vantaggio di avere il prezzo “chiavi in mano”, in genere peccano un po’ su alcuni parametri, primo tra tutti la luce, per cui se avete in mente una vasca piena di piante, anche esigenti come le rosse, forse vi converrà acquistare una vasca “nuda” con i 5 vetri e scegliere la plafoniera che volete. Idem per il filtro. Se avete in mente pesci che sporcano molto, come i carassi e i ciclidi africani, il filtro standard in dotazione può non bastare. Ad ogni modo per tranquillizzarvi le vasche commerciali più comuni bastano per darvi già buone soddisfazioni! 
Se volete essere sicuri che la vasca non sia difettosa, soprattutto se usata, una volta portata a casa riempitela d’acqua e verificate per uno/due giorni che non ci siano perdite. 

IL FILTRO
E’ il “cuore” dell’acquario. E’ lui a garantire la pulizia dell’acqua (anche se ovviamente dovrete poi effettuare dei cambi regolari) e quindi va capito bene. 
Indipendentemente che sia interno (come in molte vasche commerciali) o esterno, il filtro è un contenitore dove avvengono processi di trasformazione biologica ad opera dei batteri. E’ un contenitore al cui interno troviamo una pompa che consente il flusso dell’acqua, e dei materiali filtranti. Quelli essenziali sono due: i cannolicchi (quella specie di maccheroncini di ceramica) e la spugna (o lana di perlon). I cannolicchi sono il substrato su cui si insedieranno i batteri, mentre la spugna rappresenta un filtro di natura meccanica, che trattiene il materiale più grossolano in sospensione, e che periodicamente potrà essere sciacquata e pulita. E’ anche la prima componente del filtro in cui arriva l’acqua “sporca”. Molti filtri commerciali contengono anche dei carboni attivi. Non sono nocivi, ma neanche necessari in una vasca ben avviata. Sono in grado di adsorbire sostanze potenzialmente nocive, ma non sono eterni. Dopo 15 giorni esauriscono la loro capacità e possono addirittura rilasciare in acqua quello che avevano trattenuto, quindi vanno estratti e buttati. Tenete conto che il loro potere di adsorbimento fa sì che vengano trattenute anche sostanze possono invece essere utili, come i fertilizzanti. Il mio consiglio quindi è quello di eliminarli, aggiungendo magari dei cannolicchi al loro posto. 
Ho parlato di batteri. Senza entrare nel dettaglio di come avviene il processo biologico (ci sono articoli su questo argomento, cercate informazioni sul ciclo dell’azoto) i batteri, una volta insediati, sono in grado di degradare sostanze dannose alla vita dei pesci come i nitriti trasformandoli in nitrati, sostanza tollerata in concentrazioni anche 50 o 100 volte superiore a quella dei nitriti. Infatti i nitriti possono creare problemi a partire da concentrazione di 1mg/l mentre il limite della potabilità dell'acqua è stabilita sotto i 50mg/l di nitrato e più in generale i nitrati sono invece molto pericolosi a concentrazioni maggiori di 80-100mg/l. Pur essendo organismi che si riproducono molto velocemente, quando voi attivate per la prima volta il filtro essi NON ci sono, devono potersi insediare e moltiplicare. Per questo si parla di “maturazione” del filtro. DOVETE dargli tempo di essere pronto a svolgere la sua funzione. L’ordine di grandezza normale è il mese. Esistono integratori batterici per facilitare il processo, la cui efficacia è però controversa. Non dovete avere fretta. Montate l’acquario, riempitelo, arredatelo, e lasciatelo maturare. Nel frattempo potrete con calma scegliere la popolazione di pesci più adatta, magari discutendone con noi qui nel forum, e non avrete problemi. Se volete bruciare le tappe rischiate morie di pesci e di destabilizzare un sistema ancora non pronto. Perché rischiare? Un mese passa in fretta, e vi consiglio caldamente di non correre per poi pentirvene!
Ultima considerazione. In genere i filtri interni sono meno potenti di quelli esterni, e quindi, come ho accennato prima, per pesci “sporcaccioni” è meglio un filtro esterno. Se avete deciso di crearvi il vostro acquario assemblando le varie componenti, meglio un filtro sovradimensionato. In altre parole se avete una vasca da 180 litri, meglio prendere il filtro da 300 litri piuttosto che quello da 200. Le stime dell’efficienza dei filtri sono fatte dai produttori, e spesso sono ottimistiche. 

L’ILLUMINAZIONE
In genere nelle vasche commerciali è contenuta nel coperchio, e fornita da tubi neon. Ne esistono di due tipi. I T8 (tradizionali, a sezione maggiore) e i T5 (più sottili e più performanti, migliori come efficienza dei primi). In genere le vasche commerciali hanno una potenza luminosa non molto elevata, per cui, come accennavo prima, conviene, se avete in mente una vasca ricca di piante anche esigenti, assemblare artigianalmente la vasca e scegliere una plafoniera adatta alle vostre esigenze. Anche con poca luce possono essere allevate piante, ma ovviamente la scelta sarà minore. Date un’occhiata a questa tabella:
http://www.naturacquario.net/piante-luce.htm
Non prendete per oro colato quello che viene indicato sopratutto perché il rapporto è calcolato in watt per litro (ottenuto dividendo il wattaggio indicato sulle lampade per i litri effettivi della vasca) il che non è per nulla esaustivo,nelle sezioni più appropriate potremo approfondire il discorso!
Un’altra cosa che puo' (indicativamente) aiutare è il colore della pianta, in genere le piante più scure sono piante che vivono in penombra e richiedono meno luce di quelle più chiare o rosse. A grandi linee più c’è luce più la scelta di piante aumenta. 
Altro parametro da tenere in considerazione é la tonalità della luce, espressa in gradi Kelvin (°K). Più la luce è fredda più sono alti i °K. Sappiamo che la luce solare si aggira sui 5200°K dunque è indicato utilizzare lampade da 6000/6500 k abbinate (nel caso vi fosse una seconda lampada) a tonalità più calde come le 4000/4500 °K, anche se vi sono delle lampade per il dolce con gradazioni più fredde ma anche in questo caso avremo modo di approfondire.
Ultima considerazione. In commercio esistono degli appositi riflettori da applicare sopra alla lampada,farete sì che ci sia meno dispersione della luce e che essa si concentri verso il basso (i neon sono cilindrici, e quindi la parte alta, verso il coperchio, produce altrimenti luce che viene di fatto persa).
Acquistate fin da subito un timer al quale collegherete solo le lampade in modo da temporizzare l'accensione,è un accessorio importantissimo che vi consentirà di regolare il tempo di illuminazione(fotoperiodo). Partite da 6 ore continue al giorno (in genere si sceglie come orario di spegnimento l'orario in cui si va a dormire) e dopo il primo mese aumentate di una tacca del timer (15 o 30minuti) a settimana fino ad arrivare a 8-10ore secondo le esigenze delle piante scelte.

IL RISCALDATORE
Quasi tutti i pesci che si trovano in commercio e che andrete ad introdurre nella vostra vasca sono tropicali, ossia hanno bisogno di una temperatura che si aggiri sui 24 gradi. Il riscaldatore, un tubo di vetro al cui interno c’è una resistenza, vi garantisce la sicurezza della temperatura. Costa poco ed è dotato di termostato, quindi se la temperatura impostata viene raggiunta non consuma e non costa. Mettetelo sempre nella vasca, anche se avete a che fare con pesci come i carassi che possono tollerare acqua fredda. Non si sa mai, un abbassamento eccessivo della temperatura ambiente (una finestra dimenticata aperta in inverno ad esempio) può avere ripercussioni sui pesci e stressarli, favorendo l’insorgenza di malattie. 
Il riscaldatore dovrebbe essere dotato di un wattaggio pari o superiore al litraggio della vasca, ossia per 180 litri almeno 200 watt, per 40 litri almeno 50 watt ecc. 

L’ACQUA
Qui il discorso si complica parecchio, e c’è una sezione apposita per affrontare l’argomento. Vi basti sapere che la stragrande maggioranza delle acque potabili dei nostri acquedotti può andar bene per allevare dei pesci, anche se è opportuno conoscere alcuni valori prima di introdurre alcune specie. L’unica accortezza che bisogna sempre adottare, soprattutto nelle acque ricche di cloro, è quella di lasciar decantare l’acqua in un secchio per almeno 12 ore. Tranne che nelle vasche più grandi un secchio sarà più che sufficiente, riempitelo la sera prima del giorno in cui farete il cambio e lasciatelo lì. Molti componenti come il cloro potranno evaporare e disperdersi. L’uso di un biocondizionatore (si acquista in tubetti che costano pochi euro) aiuta il processo. 
E’ importante capire che tipo di acqua abbiamo e che cosa sta succedendo in vasca. Per questo motivo ci sono alcuni parametri che sarebbe sempre opportuno tenere sotto controllo. Io consiglio i test, ce ne sono prodotti da diverse marche, non costano pochissimo ma durano molto a lungo. Meglio usarli, a meno che non abbiate un negozio amico vicino dove portare periodicamente l’acqua per farla analizzare. Meglio il test a provetta rispetto a quello con le strisce, è molto più accurato e non è comunque difficile da fare, ci sono istruzioni semplici, non bisogna essere dei chimici per poterlo effettuare! 
Ecco i principali parametri da tenere d’occhio:
Temperatura, qui è facile, basta un termometro in vasca, e un colpo d’occhio ogni tanto;
Nitriti: parametro da verificare soprattutto in fase di maturazione. Non devono essere presenti, ma è inevitabile che una vasca in maturazione ne abbia, proprio perché il filtro non è ancora pienamente operativo. Normalmente si verifica un picco dopo 1-2 settimane dall’avvio, e poi scompaiono. NON introducete pesci prima di aver verificato questo importante parametro, mi raccomando! 
E’ buona norma verificare il contenuto di nitriti dopo circa una settimana, vedere il picco e poi la sua scomparsa. Il processo dopo un mese sarà compiuto e potrete iniziare ad introdurre i primi pesci. Il mese vi servirà per vedere che pesci avete a disposizione nel vostro negozio, se sono compatibili con la vostra acqua e tra loro, e discutere con noi. Vi potremo così consigliare sulle diverse specie, la loro compatibilità, potenziale riproduttivo, quantità ecc.
Nitrati: in una vasca dolce ce ne saranno sempre, sono il risultato della degradazione dei nitriti, dipendono dal metabolismo dei pesci, l’importante è che non superino certi valori, intorno ai 50 mg/litro.
Fosfati: origine analoga ai nitrati, valore ottimale inferiore ai 0.5 mg/litro. Sia questi che i nitrati sono in parte utilizzati dalle piante per il loro processo di crescita, e comunque concentrazioni elevate possono essere ridotte mediante un energico cambio d’acqua.
pH: indica l’acidità. Dato 7 il valore neutro, se inferiore l’acqua è acido, se superiore basico. Le normali acque dell’acquedotto si devono aggirare su valori neutri, compresi tra 6.5 e 7.5. 
kH: è l’indice di durezza carbonatica, ossia il grado di durezza dell’acqua. E’ un parametro importante, perché ci sono pesci che hanno bisogno di acque tenere, altri di acque dure. A seconda dei valori della vostra acqua di rubinetto avrete delle limitazioni nella scelta dei pesci. E’ un valore da controllare, anche se la maggior parte delle acque di acquedotto hanno valori medi, che possono andare bene per la maggior parte dei pesci. Non dovrebbe comunque essere inferiore a 3 dkH. Un valore maggiore, nel caso vogliate allevare pesci di acqua tenera, vi comporterà la necessità di usare acqua osmotica, cioè “depurata”, ma se siete principianti direi che non dovreste preoccuparvi. Meglio adattare le scelte di piante e pesci ai valori dell’acqua a disposizione che fare il contrario.
Nel caso abbiate un impianto co2 questo test vi sarà utile per regolare l'impianto in quanto solo incrociando i valori di ph e alcalinità (kh) potrete conoscere il milligrammi per litro di co2 disciolta in acqua.
GH: Con il GH si misura la durezza totale dell'acqua e precisamente la presenza dei cationi ci calcio e manganese disciolti in essa. Il sistema di misurazione più comunemente usato è quello tedesco. Il GH (durezza totale) nell'acqua dovrebbe essere 3 volte superiore al KH e raggiungere valori tra 5° e 10° per i pesci che necessitano di un'acqua tenera (Ciclidi americani) e superare i 12° - 15° per i pesci che vivono in acque dure (Ciclidi africani).

L’ALLESTIMENTO
Ok, avete la vasca, sapete che valori di massima ha la vostra acqua di rubinetto, che tipo di luce avete, non vi resta che iniziare. Scegliete la posizione della vasca in modo che sia permanente, perché una volta piena non si potrà più spostare. Evitare le zone della casa esposte alla luce diretta del sole, che favorisce la crescita di alghe, e mettete per prudenza sotto la vasca un tappetino che neutralizzi eventuali irregolarità della superficie, che potrebbero indebolire il vetro di base. Per vasche medio piccole basta un buon numero di feltrini tipo quelli che si mettono sotto le sedie. 
Prima di posizionare la vasca coprite il retro con un cartoncino o foglio adesivo nero (che personalmente preferisco per il dolce) o blu. Farà risaltare i colori di pesci e piante, e sarà più naturale come effetto rispetto a quelli con foto di piante che si trovano in negozio. Inoltre coprirà i vari fili elettrici, rendendo il look più “pulito” e piacevole.
Risciacquate con una spugnetta la vasca (occhio a eventuali residui di detersivi, meglio usare una spugna nuova). 
Introducete il fondo. il fondo è una parte molto importante del sistema acquario,queste sono solo "linee di base" prima di incominciare suggeriamo di parlarne nelle sezioni appropriate!
Partendo dal presupposto che per una vasca equilibrata le piante sono importanti, mettete dapprima un po’ di fondo fertile, che poi coprirete con il ghiaino. Sceglietelo abbastanza piccolo, alcuni pesci, soprattutto i pulitori di fondo, possono ferirsi i “baffi” con ghiaino grosso. Ce ne sono di vari colori e prezzi, io consiglio di non sceglierlo troppo chiaro, lo sporco è più visibile e ad alcuni pesci può dare fastidio. Tenete conto che rappresenta il substrato cui si ancorano molte piante, quindi deve essere abbastanza profondo, sui 5-7 cm. Se avete dubbi sulla quantità non esitate a prendere una busta in più (in genere sono da 2,5 – 5 kg l’una), potrete sempre restituire in negozio, previo accordi, l’eventuale busta di troppo. Ricordate di lavare bene il ghiaino, risciacquandolo in un secchio finché non ci siano più residui che galleggiano, poi mettetelo in vasca. Aggiungete eventuali ornamenti, evitando oggetti innaturali (sfingi, anfore, teschi e simili) e optando per rocce e legni, purché non taglienti. Se li prendete in negozio non dovrebbero esserci problemi, se optate per il fai da te chiedete prima sul forum, non tutte le rocce e non tutti i legni sono adatti. 
Posizionate le piante che avrete acquistato in base alla vostra potenza di luce. Le piante destinate a crescere molto dietro, quelle più basse davanti. Ricordate di eliminare il più possibile quell’ovatta che circonda le radici delle piante prima di introdurle. Sistematele bene, legate eventualmente quelle come anubias e microsorium, che non devono essere piantate, a un supporto come un legno. 
Aggiungete infine l’acqua, magari usando un piatto sul fondo per evitare di stravolgere il layout che avete preparato. Portatela a livello, accendete filtro e riscaldatore, e il lavoro è finito per un po’! Ci saranno bollicine, se ne andranno con il tempo. L’acqua potrà essere un po’ torbida, anche questo sparirà, e se avete introdotto un legno ricco di tannini l’acqua potrà diventare marroncina. Anche se la cosa con il tempo scompare, meglio sempre bollire i legni prima di introdurli. Con il tempo l'effetto diminuisce fino a scomparire, tenete comunque presente che queste sostanze che rendono l'acqua ambrata non sono assolutamente dannose per i pesci, anzi sono estremamente benefiche tanto che alcuni biocondizionatori specifici, chiamati black water, apportano esattamente questi elementi. Quindi preoccupatevi solo nel caso di un'eccessiva colorazione dell'acqua (es. color thè) che potrebbe rendere difficoltosa la penetrazione dell'acqua da parte della luce con effetti negativi sulle piante. 
Accendete le luci usando un comune timer che potrete trovare per pochi euro in un qualsiasi negozio di bricolage. Tenete le luci accese per circa 9 ore al giorno, nel periodo che preferite voi (in genere nel pomeriggio). Filtro e riscaldatore devono sempre essere tenuti accesi. 
A questo punto non vi resta che lasciar maturare il filtro per il mese di cui ho parlato prima. E’ buona norma verificare il contenuto di nitriti dopo circa una settimana, vedere il picco e poi la sua scomparsa. Il processo dopo un mese sarà compiuto e potrete iniziare ad introdurre i primi pesci. Il mese vi servirà per vedere che pesci avete a disposizione nel vostro negozio, se sono compatibili con la vostra acqua e tra loro, e discutere con noi. Vi potremo così consigliare sulle diverse specie, la loro compatibilità, potenziale riproduttivo, quantità ecc. 
Non pensate di introdurre troppi pesci, una vasca equilibrata non deve essere sovrappopolata, e privilegiate specie compatibili evitando se possibile il classico “fritto misto” ossia un esemplare di ogni specie, che crea un’impressione anche visiva di disordine, e rende la vasca meno gradevole. Ma di questo potremo parlare nelle sezioni apposite.
Ultimo aggiornamento ( venerdý 05 settembre 2014 )
 
 
up
up