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Nothobranchius annectens PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide   
Nothobranchius annectens
Origine del nome: "annectens" deriva dal verbo latino "annectere" (adnectere): attaccare a, congiungere, connettere (gli inglesi direbbero "to link") per la peculiarità della specie di "congiungere" appunto le specie di Nothobranchius viventi sull'isola di Zanzibar con quelle appartenenti allo stesso gruppo ma reperibili sulla "terraferma" africana. Probabilmente è la specie di Nothobranchius più legata ai Nothobranchius guentheri
Classificazione: Watters, Wildekamp & Cooper (1998): "Zwei neue Nothobranchius-Arten aus der Küstenebene Tanzanias"; D.K.G.-Journal, 30(3): 52-63, 14 figs., 2 tabs
N.annectens fù classificato per la prima volta nel 1995 da Wildekamp, Watters e Sainthouse con il name di N. sp. "Bagamoyo TAN 95/13". In seguito fù ritrovato in altri due luoghi: N. sp. "Somanga North TAN 97/34" e N. sp. "Kitonga South TAN 97/36". Da un altro viaggio nel maggio del 1998 nella Tanzania del sud, da Dar-es-Salaam a Ndundu sul Ruhoi River, Larsen, Rosenstock, Watters e Agnew ritrovarono 3 nuove popolazioni del Ruhoi River system, così ad oggi sono conosciute queste specie:
N.sp.'Bagamoyo' TAN 95/13
N.annectens 'Bagamoyo' TAN 95/13
N. sp. 'Somanga north' TAN 97/34
N.annectens 'Somanga north' TAN 97/34
N.sp. 'Kitonga South' TAN 97/36
N.annectens 'Kitonga south' TAN 97/36
N.annectens 'Ruhoi River' TAN 98/11 (red chromo-type)
N.annectens 'Ruhoi River' TAN 98/12 (red chromo-type)
Maschi di 33.4-mm e 8 femmine di 21.5-26.6-mm [MRAC 98-08-P-19-27], furono trovati a ovest di Bagamoyo in una pozza nella pianura alluvionale del fiume Ruvu [38° 51'32" E - 06° 28' 51" S], in Tanzania. Furono catalogati da I.F.N. Sainthouse, B.R. Watters e R.H. Wildekamp il 12 giugno 1995.

Dimensioni: N.annectens appartengono alle "specie piccole"di Nothobranchius. I maschi raggiungono una lunghetta totale di circa 45-mm, le femmine rimangono un po' più piccole.

Distribuzione e habitat: il "biotopo" in cui vive questa specie consiste in una serie di pozze annuali situate in una depressione nella parte ovest della strada "Rufiji-Ferry" che va da Ndundu a Kitonga in direzione Nyamwage. Altra fauna presente sul posto è costituita da: N.melanospilus, N.janpapi, N.ocellatus e Clarias gariepinus. La temperatura dell'acqua è di 25°C , la conduttività di 100µS, il pH di 7.25 ed è di colore "torbato" (molto scura) (dati secondo Watters et al., 1998).
"RUVU": diverse pozze annuali sono situate nei terreni alluvionali del fiume Ruvu, a ovest di Bagamoyo [TAN 95/13]. Queste pozze sono fortemente coperte di erba e canne, la vegetazione acquatica comprende Aponogeton abyssinicus e Nymphaea zanzibariensis. Come altra fauna presente, Watters et al. (1998) trovò N.melanospilus, N.foerschi, and N.janpapi, Clarias gariepinus e alcune specie di barbi. La conduttività è di 640 µS con pH 6.90 e 25°C.
Per darvi un'idea di cosa può essere una "pozza": 4 x 2 m e 20-25-cm di profondità!! In questa pozza vivono 5 diverse specie di Nothobranchius!!!

L'esperienza di Alessandro Ragozzino(ragem) con Nothobranchius annectens ("Ruvu"(3) TZL-51-01)
Riportiamo ora un'esperienza diretta sull'allevamento di questa specie. Le uova sono state trovate grazie all'Associazione Italiana Killifish.

La mia esperienza con i N. annectens ha inizio quando in rete ho incontrato Stefano Valdesalici che una volta contattato mi ha procurato molto gentilmente delle uova inviandomele per posta. Una volta ricevute le ho tenute sotto osservazione conservandole nel vano del coperchio dell'acquario per ridurre il periodo di diapausa infatti ad una temperatura maggiore corrisponde uno sviluppo più veloce dell'embrione.In questo modo dopo circa un mese era ben visibile all'interno dell'uovo l'occhio ben sviluppato del futuro pesciolino, a questo punto ho iniziato la schiusa delle uova.



Una domanda che si pongono tutti i killiofili alla prima esperienza con uova di specie annuali è "quando è il momento giusto per far schiudere le uova ?" Lo sviluppo dei killi all'interno dell'uovo o diapausa è notevolmente influenzato dalla temperatura dell'ambiente dove le uova sono conservate. La foto mostra in modo ben visibile l'occhio del futuro pesciolino se lo vedete anche nelle vostre uova magari aiutandovi con una lente d'ingrandimento sappiate che è giunto il momento di bagnare la torba con le uova.

29-05-2003 ==> prima schiusa
Percentuale di schiusa: altissima, a dieci gg dalla nascita non vi è stata nessuna perdita di avannotti.
Alimentazione: naupli di artemia appena schiusi. A questo proposito mi sento di consigliare a chi si accinge a schiudere delle uova del genere di fare una prova con la schiusa dei naupli per essere certi della loro nascita e schiudere le uova dei pesci solo dopo la schiusa delle artemie anche se può sembrare scontato mi sento di ribadirlo ulteriormente. L'alimentazione degli avannotti deve essere frequente ma non troppo abbondante.
Dimensioni: alla nascita circa 4mm dopo 5 gg hanno raddoppiato le loro dimensioni dopo 10 gg sono circa 12 mm.




Per la schiusa sono state seguite le indicazioni di Valdesalici che mi consigliava di usare un contenitore da 2litri (anche una bottiglia di plastica tagliata) con un livello d'acqua di circa 5 cm. Dopo 5 gg i pesci vengono trasferiti in una vaschetta di accrescimento di circa 10 l.
07-06-2003 ==> seconda schiusa. Si inizia anche a somministrare cibo in scaglie finemente triturato che ha suscitato un certo interesse negli avannotti della prima schiusa. A poco più di una settimana dalla nascita, illuminandoli con una pila, si cominciano a intravedere i primi riflessi delle scaglie che vengono man mano a formarsi.
15/06/2003 ==> trasferito i pesci della prima schiusa nell'acquario e ho spostato la seconda schiusa nella vaschetta di accrescimento.
Nel trasferimento degli avannotti nell'acquario mi sono attenuto alle usuali prassi di acclimatazione a causa dei differenti valori tra la vaschetta di accrescimento e l'acquario dedicato.
02/07/03 dei 5 esemplari che allevo in vasca 3 sono femmine i due maschi differiscono vistosamente non tanto per le dimensioni ma per la livrea: il maschio dominante mostra colori sgargianti ed intensi.
Oggi stesso provvederò a trasferire la seconda schiusa nella vasca dedicata all'allevamento e riproduzione.
Il maschio dominante comincia a fare le prove per l'accoppiamento devo procurarmi ancora la torba.

Possiamo notare come fratello maggiore (2) e fratello minore (1) convivano tranquillamente nella stessa vasca

06/07/03 I pesci prediligono in modo particolare il cibo che galleggia e lasciano sul fondo quello che non mangiano durante la discesa sono le femmine che a volte cercano il cibo anche sul fondo.
I maschi stazionano in maggior parte nei pressi della superficie mentre la femmina restano più nascoste tra la vegetazione e le radici di torbiera nei pressi del fondo.
I maschi sono animali che non conoscono la timidezza penso che con un pò di pazienza verrebbero a mangiare dalle mani anche se non ho avuto tempo per provarci.La convivenza con gli esemplari della seconda schiusa è ottima si sono integrati molto bene si nutrono e nuotano tranquillamente anche se tengono sempre d'occhio gli esemplari adulti.
Per quanto riguarda i valori nella vasca il ph è neutro la conduttività circa 400 microS nitriti nitrati devo ancora misurarli ma penso per la mia esperienza che non dovrebbero esserci problemi con questi composti date le condizioni delle piante e dei pesci, come piante la vasca non è proprio una foresta ho delle anubias, microsorium, Vesicularia dubyana tutte fissate su dei legni di torbiera, l'immancabile Lemna minor e delle Ceratopteris siliquosa che schermano la vasca dalla debole luce di un neon fitostimolante da 8 watt.
Il filtro è di tipo biologico è situato su un lato della vasca ed è caricato con lana, cannolicchi e bioball.

L'acquario in cui vengono allevati da Alessandro

La cosa particolare di questa vasca è il fondo perché costituito da torba granulare prodotta dalla ADA un prodotto veramente eccezionale riesce a mantenere i valori dell'acqua senza farli variare è un ottimo fertilizzante per le piante cosa che non aggiungo in nessun modo: pensate che per i rabbocchi d'acqua uso quella di rubinetto e tengo la conduttività sempre intorno a 400, può sembrare una cosa non troppo particolare ma l'acqua di rubinetto che esce dalle fontane di casa mia è quasi 1000 microS.
Per esemplari che prediligono valori acidi questo fondo è miracoloso io sono costretto a tamponare con quella di rubinetto per mantenere i valori poco sopra la neutralità.

Maschio dominante a un mese di vita

14/07/03 Al ritorno dal lavoro sono stato un'ora a guardare in vasca e fuori perché non riuscivo più a vedere i due maschi ed alla fine ne ho avvistato uno, in pochissimo tempo sono diventati schivi e sospettosi. Se ne stanno nascosti tutto il giorno e quando escono si fronteggiano e spariscono di nuovo. Ho guardato anche fuori perché questi pesci sono abili nel saltare fuori dalle vasche, quindi consiglio di usare un coperchio o un livello dell'acqua sottoposto al margine del vetro per una decina di centimetri.
Ho inserito in vasca un contenitore con la torba su consiglio di Valdesalici: ho usato un grosso barattolo per la marmellata. Subito le femmine lo hanno ispezionato mentre i maschi si limitano a girarci intorno osservando la femmina all'interno.
Per il momento penso che non ci sia stato nessun tentativo di riproduzione.

Settembre '03 - Al ritorno dalle vacanze ho ispezionato la torba e ho rinvenuto le prime uova. Vi lascio immaginare la mia sensazione!! Ma la gioia è durata poco: le uova raccolte sono state conservate male e sono diventate bianche, marcendo quindi nella torba.
Fasi della riproduzione

Si noti il barattolo di vetro in cui è contenuta la torba usata come sub-strato per la deposizione


Coppia: maschio sopra e femmina sotto


Coppia: maschio sopra e femmina sotto


Coppia: maschio a sinistra e femmina a destra




Dopo un altro paio di tentativi ho chiesto aiuto a Valdesalici che mi ha ribadito dei concetti che io avevo tralasciato: strizzare bene la torba e lasciarla asciugare su dei fogli di giornale conservandola appena umida!
Uova trattate in questo modo le ho raccolte il 21\09\03 e dopo 5gg solo 5 o 6 erano uova bianche mentre le altre sembravano in ottimo stato. Poi sarà Jambè a farvelo sapere le ho spedite a lui.

Tra le cose che ho notato voglio raccontarvi in particolare del tentativo di deposizione sul fondo della vasca da parte di una coppia che aveva trovato occupato il barattolo. A tale proposito vorrei porre l'attenzione sul fondo che ho usato: se da un lato mantiene stabili i valori dall'altro può essere causa di episodi come questo che farebbero perdere uova preziose.
In secondo luogo mi ha colpito la dimensione dei maschi che nella letteratura sono descritti con dimensioni superiori a quelle delle femmine vuoi per l'alimentazione vuoi per le condizioni ambientali: non solo i miei sono grandi quanto le femmine ma non mi sembra neppure che abbiano raggiunto i 45 mm sopra citati. Il più grande sarà al massimo 35 mm.

Foto di Alessandro "ragem"
Conclusioni: attualmente sto ancora allevando e riproducendo i miei N. annectens anche se il ciclo sembra chiudersi quando si spediscono le prime uova ad un amico, ma le deposizioni sono continue e gli amici sono tanti perciò meglio continuare ad andareavanti con questi killi che non hanno affatto deluso le mie aspettative.
Ho notato parlando in giro con amici e amiche appassionati di acquariofilia che quando dici "killi" sembra quasi che ti ritengano una specie di mago degli acquari! Nulla di più sbagliato: non riesco ad immaginare un appassionato del nostro hobby (e intendo in generale, non un killiofilo) che nonsa schiudere dei naupli di artemia oppure non riesce a leggere l'etichetta di una bottiglia di acqua minerale per trovare quella con i valori adatti alla schiusa e perchè no all'allevamento
Io personalmente uso dell'acqua minerale per i cambi parziali e considerando i costi di gestione di un acquarietto da 30l mi sembra una spesa più che sostenibile.
Questa specie oltretutto ha dato ottimi risultati nella riproduzione nonostante un' alimentazione non proprio eccellente. Infatti la dieta che ho offerto e offro tutt'ora è a base di cibo secco e artemia congelata tranne qualche rara somministrazione di naupli di artemia nel primo periodo di vita. Nella vasca di allevamento definitiva la dieta è stata sempre quella descritta prima e vi assicuro che non è proprio l'ideale ma che comunque ha dato ottimi risultati.
Forse le dimensioni non proprio standard dei maschi possono essere causa dell'alimentazione ma è tutto da verificare dato che alcune femmine sono in ottima forma e di taglia adeguata.
Perciò come a me è stato consigliato di allevare questi pesci così mi sento diconsigliarlo a tutti quelli che si accostano per la prima volta al mondo dei killi.

Foto di Alessandro "ragem"

Nel giorno in cui è stato finito questo articolo le prime uova di N. annectens di Alessandro sono arrivate in quel di Ranco, a casa mia (Jambè-Davide)

Bibliografia:
Le informazioni generali su questa specie, presenti nella prima parte dell'articolo sono state ritrovate su QUESTA pagina internet
Tutte le foto presenti sono state scattate da Alessandro
Si ringrazia l'Associazione Italiana Killifish per la disponibilità concessa

Di Davide Robustelli e Alessandro Ragozzino (08-10-2003)
 
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